Duplicatore di tensione

Un circuito duplicatore di tensione permette di ottenere in uscita una tensione continua di valore pari al doppio dell'ampiezza del segnale sinusoidale di ingresso. esso risulta costituito  da un circuito fissatore  o clamper che pilota un raddrizzatore di picco costituito da un diodo ed un condensatore. Vediamo ora il circuito fissatore:

Prendiamo in esame il circuito in figura, prelevando la tensione ai capi del diodo; il condensatore si carica in T/4 di periodo dopodiché si mantiene carico alla tensione massima (di picco) raggiunta ViM.

La tensione di uscita vale istante per istante :

  vu= vi - vc

ed a carica avvenuta cioè a regime (vc=ViM):

vu = ViM sen Wt - ViM = ViM (sen Wt - 1 )

 

La tensione di uscita quindi è di tipo sinusoidale di ampiezza ViM a cavallo di una tensione continua negativa della stessa ampiezza (escluso il transitorio iniziale T/4 di carica di c). Poiché questo circuito fissa il valore massimo di uscita a tensione zero viene detto fissatore o clamper.

Se aggiungiamo al clamper un raddrizzatore di picco otterremo un duplicatore di tensione:

Come già visto la tensione in uscita dal clamper è negativa e di ampiezza pari a ViM, quindi la capacità C2 si carica fino a raggiungere il valore massimo cioè 2ViM. Il diodo raddrizzatore di picco D2 è posto con le polarità opportune in modo che C2 possa caricarsi, tenendo presente che il segnale che lo alimenta è negativo. Di seguito le varie tensioni del circuito:

Ragionando in maniera analoga e moltiplicando queste "celle", si possono ottenere "moltiplicatori" di tensione. E' da notare  che la resistenza di carico che si dovrà porre come utilizzatore ai capi di C2, dovrà essere abbastanza elevata da non assorbire una corrente tale da far scaricare C2 stesso.

 
Bibliografia
ELETTRONICA GENERALE (DISPOSITIVI APPLICAZIONE) (II ediz. 1988) - G.Lotti -LA SOVRANA EDITRICE
 

                              

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