Introduzione e cenni storici sui tubi termoionici

Forse  non tutti  lo  sapranno ma  la  valvola  termoionica  deve  la sua  apparizione i n seguito allo studio di un altro dispositivo che è la "lampadina ad incandescenza".

Infatti la storia ha inizio nel 1883 con un fenomeno studiato dall'inventore Thomas A. Edison (fig.1). Egli si accorse che durante il normale funzionamento della sua lampada elettrica (fig.2) , una certa zona interna del bulbo di vetro si anneriva regolarmente e sempre in corrispondenza di una polarità ben precisa (le prime lampade venivano infatti accese tramite corrente continua fornita da accumulatori).Notò che piazzando all'interno una piastrina metallica ed applicando ad essa una tensione positiva, tramite un sensibile misuratore di corrente era possibile notare come a lampada accesa ci fosse un debolissimo passaggio di corrente che cessava se ad essa veniva dato potenziale negativo.

 

 

A questo effetto chiamato in seguito effetto "Edison" Edison stesso non seppe dare spiegazione. 16 anni dopo, nel 1899 il fisico J.J. Thomson (fig.3) confermò che si può far scorrere corrente tra due elettrodi posti a distanza nel vuoto (o nei gas) quando uno dei due viene riscaldato; un suo allievo diede a questo fenomeno il nome di "emissione termoionica". Ed ecco che nello stesso periodo un consulente scientifico della Marconi Wireless (già ex consulente della Edison) dal nome di John Ambrose Fleming (fig.4) ricercò sollecitato da Marconi un dispositivo più affidabile del coherer (nota 1), per la ricezione delle onde radio. Nasce così nel 1904 un dispositivo consistente in una lampadina con una piastrina aggiuntiva (fig.5). Se alla lampada veniva data tensione, il suo filamento si riscaldava fino all'incandescenza ed emetteva elettroni catturati dalla piastrina metallica a cui era data carica positiva da una seconda batteria (fig.6). Questo tubo chiamato "tubo di Fleming" posto in un circuito radio ricevente riusciva a rettificare il segnale ricevuto e a renderlo disponibile per far funzionare l'elemento attuatore di un ricevitore telegrafico. Nasce quindi il primo diodo.

 

Solo 3 anni dopo nel 1907 un ingegnere  americano  brevettava un tubo a  tre  elettrodi -triodo- (fig.7)in grado non solo di demodulare i segnali radio ma anche di amplificarli, si tratta dell'ing Lee De Forest (fig.8)

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota 1
Il coherer è un rudimentale semiconduttore (semiconduttore naturale) creato prima dei rivelatori a cristallo (carborundum,galena,zincite etc.) usato come detector di onde radio, esso era un detector a limatura. La sua prima apparizione risale al 1887 per opera dello scienziato T. Calzecchi Onesti.

Sviluppo storico

1883 Thomas A. Edison inventa la lampada ad incandecsenza

1896 J.J. Thompson consulente della Marconi Wireless produce il primo diodo per Marconi

1907 Lee De Forest brevetta il tubo termoionico a tre elettrodi (triodo audion)

1910 Marconi produce un ricevitore che monta valvole progettate da Thompson e prodotte dalla Edison Swan Electric Company

1917 Con l'entrata in guerra degli Stati Uniti vengono prodotte la 201 e VT1 della Western Electric la VT11 della General Electric

1920 In U.S.A. vengono prodotte le UV200 UV201 della RCA , le prime non per uso militare

1923 Primi esemplari di valvole con filamento in tungsteno toriato UV199 UV201-A General Electric

1923 Appare il primo tetrodo della Philips

1924 Nel marzo sparisce il piolino di chiusura del bulbo e nell'ottobre appaiono le basi in bachelite che sostituiscono quelle in ottone

1926 L'olandese Tellegen inventa il pentodo

1926 Nascono i primi tubi multipli prodotti dalla tedesca Loewe

1927 La Philips introduce il primo esemplare di pentodo il B443

1933 Nasce la pentagriglia 2A7 della RCA 1934 Appare l'ottodo AK1 della Philips

1936 Nasce la prima serie a 6.3 V in corrente alternata

 

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